Storia di Caccamo

Cenni storici, notizie culturali, suggerimenti e proposte estratti dal libro di Giovanni AGLIALORO:

“CACCAMO è… Tutta un CASTELLO”

Caccamo

Il Borgo di CACCAMO, in provincia di Palermo, si raggiunge attraverso la S.S. 285 che si innesta direttamente allo svincolo autostradale di Termini Imerese dell’A -19 e dell’A – 2O.
Sorge in collina a 521 metri sul livello del mare su uno sperone roccioso alle estreme falde del monte San Calogero nel tratto inferiore della valle del fiume San Leonardo ed e’ cinta da una corona di rilievi montuosi. Centro fortificato, di probabile origine cartaginese, Caccamo ha conservato l’impianto urbanistico medievale con la struttura viaria duecentesca nelle zone di “Terravecchia e Rabbato”.

E’ un antico Borgo Medievale dove cultura, storia, arte, artigianato, tradizioni e gastronomia fanno di questa cittadina uno scrigno di preziosità.

Con una popolazione di circa 8.300 abitanti al 1 Aprile 2014 a Caccamo vi sono state costruite, nell’arco dei secoli, ben 46 Chiese quasi tutte curiosamente esposte ad ovest; ha una vastissima superficie : ben 18.780 ettari che la pone al terzo posto tra gli 82 Comuni della provincia di Palermo ed il suo territorio confina con ben 13 di essi.
Caccamo, definita anche La Cartagine di Sicilia – Urbs generosissima – Città d’Arte – Museo a cielo aperto, merita a pieno titolo di essere inserita come grande partecipe e protagonista in questa nostra isola che è terra di turismo.

A due passi dalla città, per portarsi via dal caos cittadino, questo Borgo è rifugio ideale per chi và in cerca di tranquillità.

Proprio per la straordinaria ricchezza del suo patrimonio artistico, Caccamo, diventa meta irrinunciabile dell’escursione più gettonata del terzo millennio, perché offre ai turisti-visitatori spunti per una vacanza distensiva, indimenticabile, piena di cultura ed una esperienza dal sapore intellettuale e romantico.

IL CASTELLO MEDIEVALE

Secondo la leggenda Caccamo non era altro che la mitica Cartagine di Sicilia fondata da un gruppo di soldati punici sfuggiti alla morte, dopo la battaglia ad Himera nel 480 a.C. Una tesi favolosa che ha trovato qualche riscontro con il rinvenimento di monete con l’effige della testa di cavallo – utensili, oggetti ed armi riconducibili alla possibile presenza cartaginese nella zona, ma tutto ciò purtroppo non è stato adeguatamente supportata da altri dati oggettivi.

Il primo impianto del Castello deve essere stato semplicemente una torre di avvistamento – sulla quale si sarebbe poi sviluppata la “Torre Mastra” – con sottostante cisterna d’acqua. E’ possibile che successivamente si sia aggiunta una cinta muraria più vasta per poter ospitare armenti o carovane di viaggiatori in transito.

La prima notizia certa risale al 1094 quando Ruggero I eleva Caccamo al rango di Baronia e la cede a Goffredo de Sageyo. Nel 1160 Matteo Bonello ordisce e capeggia la congiura dei baroni siciliani contro Guglielmo I detto il Malo. Il Castello da struttura difensiva piuttosto elementare, diviene nel tempo una complessa architettura dalle tipiche caratteristiche di fortezza. Il risultato di numerosi rimaneggiamenti espletati nell’arco di ben otto secoli, è oggi rappresentato dal maniero che ammiriamo in tutto il suo splendore e in tutta la sua maestosità.

Ne ebbero la signoria ben oltre 15 famiglie e tra le più importanti citiamo : i Chiaramonte, i Prades, i Cabrera, gli Henriquez, gli Amato ed i De Spuches. Nel 1963 il Principe di Galati e Duca di Caccamo Antonio De Spuches cede il Castello alla Regione Siciliana per quaranta milioni….. Da allora si sono susseguiti vari progetti per il ripristino dell’edificio, mai completati.

Nell’aprile del ’97 sono stati restaurati gli affreschi e i dipinti oltre a tanti pregevoli disegni partoriti dalla fantasia dei carcerati. L’ultimo stralcio dei lavori ha previsto invece il consolidamento della rupe con il completamento alla fine del 1998.
Il Castello di Caccamo, nel suo complesso, si presenta molto suggestivo e conserva, malgrado i vari rifacimenti, una struttura unitaria equilibrata. Restaurato definitivamente nei suoi 130 vani, reso totalmente fruibile e trasformato in sede di manifestazioni culturali regionali, nazionali ed internazionali varie, potrebbe diventare sempre di più meta turistica e quindi risorsa economica e sociale per tutti i cittadini caccamesi con significativo incremento di tutte le attività economiche, turistiche e collaterali della città.

UN NUMERO INCREDIBILE DI CHIESE

Al popolo caccamese è stato attribuito l’appellativo di ‘religiosissimo’ proprio per questo sentimento per altro testimoniato dalle numerosissime chiese e monasteri nati anche per l’antagonismo esistente tra quartiere e quartiere. Ben 46 chiese, quasi tutte curiosamente esposte ad ovest, comprese quelle vendute, abbandonate, diroccate o adibite ad altri usi. L’inestimabile patrimonio artistico e culturale è raccolto proprio all’interno delle stesse. Il DUOMO di Caccamo dedicato a San Giorgio martire sorge su un’antichissima struttura di epoca normanna, ristrutturato nel 1477 dalla famiglia Cabrera, fu ampliato nel 1615. Tra le pregevoli opere segnaliamo :

un trittico, dipinto su tavola, del XV secolo attribuito a Guglielmo da Pesaro

Il fonte battesimale ed il ciborio della Cappella del SS. Sacramento di Domenico Gagini

la più pregevole opera di Simone De Wobreck di Harlem (1582) raffigurante la caduta di Gesù


 la serie dei cinque sensi del 1635 attribuita a Jan Van Houbraken

la tela di Sant’Isidoro Agricola di Matthias Stomer del l64l

un San Giorgio in alabastro del XVIII secolo

il ‘Tesoro’ che raccoglie stupendi pezzi dell’oreficeria siciliana dal XV al XX secolo

Nel ‘cuore di Caccamo’ fa bella mostra il prospetto e la chiesa parrocchiale dellaSS.ANNUNZIATA, importante monumento religioso con tre  ingressi contornati da eleganti portali barocchi in pietra, costruita tra la fine del ’300 e l’inizio del ’400 incastonata fra due torri campanarie mozze di cui, quella sinistra, un tempo baluardo del Castello. Moltissime le opere di notevole spessore artistico, tra cui la tela dell’Annunciazione di Maria del Borremans ed i pregevolissimi stucchi di scuola Serpottiana.

L’insuperabile capolavoro d’arte rappresentato dalla Madonna col Bambino di Antonello Gagini, sicuramente l’opera più perfetta da lui eseguita nel 1516, è custodita invece nella chiesa di SANTA MARIA DEGLI ANGELI all’interno della quale si trova l’urna d’argento con le spoglie mortali del Beato Giovanni Liccio, veneratissimo Beato di Caccamo.ingressi contornati da eleganti portali barocchi in pietra, costruita tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400 incastonata fra due torri campanarie mozze di cui, quella sinistra, un tempo baluardo del Castello. Mo1tissime le opere di notevole spessore artistico, tra cui la tela dell’Annunciazione di Maria del Borremans ed i pregevolissimi stucchi di scuola Serpottiana

CHIESA SAN BENEDETTO ALLA BADIA

Una segnalazione particolare merita la chiesa di SAN BENEDETTO ALLA BADIA considerata la più ammirata e più bella di Caccamo nonostante le contenute dimensioni : un autentico gioiello d’arte barocca.

E’ la tipica settecentesca ‘chiesa salotto’ armonioso compendio di quasi tutte le forme d’arte : il pavimento maiolicato, gli stucchi di scuola Serpottiana, l’altare in legno rivestito in lamina dorata, la cancellata in ferro battuto a forma di grande ventaglio, i marmi policromi, gli affreschi sulla volta e le tele seicentesche degli altari laterali. Il piano di calpestio della chiesa è tutto pavimentato da piastrelle che compongono l’ eccezionale insieme di inusitate dimensioni e che rappresentano un unico esemplare dell’ artigianato siciliano. Questa pregevole opera., il cui insieme è suddiviso in sezioni collegate tra loro da motivi ornamentali diversi,ha un magnifico effetto ed è costituita da originali disegni a colori vivaci a conferma delle più rinomate ceramiche siciliane come il bleu turchino, il giallo, il verde e l’azzurro.

IL LAGO DI CACCAMO ed IL PONTE CHIARAMONTANO

Nel 1300 Manfredi I Chiaramonte divenne signore di Caccamo, amp1iò e fortificò il Castello e fu sua opera lo stesso ponte chiaramontano sul fiume San Leonardo senza dubbio uno degli angoli più suggestivi del territorio di Caccamo.
La rudimentale bellezza del paesaggio trovava nel manufatto medievale un coronamento quasi spontaneo : sembrava che architettura e panorama fossero stati disegnati da un’unica mano. Dal 1994 il ponte Chiaramontano è sommerso dalle acque dell’invaso della diga Rosamarina che mediante il suo sbarramento ha dato luogo al più grande lago artificiale di Sicilia. Lo stesso si offre oggi ai nostri occhi come uno smeraldo verde che impreziosisce ed esalta la bellezza del paese.

Esposizione riquadro maiolicato e mostra sul ciclo del grano

Presso la sede di Caccamo di “SICILIA E DINTORNI” a Caccamo è possibile ammirare l’esposizione di un pannello riproducente il riquadro centrale del pavimento maiolicato di San Benedetto alla Badia sapientemente elaborato dagli studenti della locale Scuola Media Statale “Mons.V.Aglialoro” e le esposizioni di 3 castelli in miniatura riprodotti in legno, sughero e gesso.

Sempre all’interno degli stessi locali, sullo sperone roccioso del Castello, nell’antica cucina del contadino è possibile visitare la “mostra sul ciclo del grano”. Un suggestivo contenitore che illustra con fotografie ed esposizione dal vero: vecchi utensili, attrezzi di lavoro e specialità culinarie.
L’iniziativa è di Gianni Aglialoro che ha messo insieme strumenti ed oggetti della civiltà contadina caccamese di indubbio interesse culturale nel contesto di un ambiente tipicamente siciliano.

Nella vecchia cucina, resa particolarmente suggestiva dalle antiche mattonelle blu e bianche e dalle pareti in roccia illuminate da fari colorati, un forno che risale ad oltre cento anni fà è perfettamente funzionante.

Sugli scaffali fanno bella mostra di sè: un colapasta di stagno, la ‘cannata’, un ‘murtareddu’ di rame, i ‘bummari’, piatti e contenitori di alluminio smaltati bianchi con i bordi azzurri, un ferro da stiro a carbone, recipienti in terracotta per conservare l’estratto di pomodoro, teglie per infornare biscotti, una ‘quarara’ ed un antico braciere.
Il pezzo più pregiato della mostra è un ‘arbitriu’ con il cui ausilio il contadino -utilizzando dei dischi di rame- si preparava la pasta fresca.

L’ ingresso è gratuito. I gruppi, le scolaresche e le comitive vengono regolamentati con un massimo di quindici per volta. I visitatori, ultimata la visita, potranno richiedere: o un poster del Castello di Caccamo o una copia del fascicolo “I Castelli più belli di Sicilia“.
In concomitanza con la visita alla mostra ed all’esposizione i turisti potranno essere guidati gratuitamente al Castello ed ai monumenti dall’Associazione Culturale “SICILIA E DINTORNI”.

ULTIME NOTE SU CACCAMO

La civiltà contadina caccamese ci trasmette tante specialità d’arte culinaria che sono il risultato unico e prelibato di una cucina che sfrutta i prodotti della natura al servizio delle mense della gente semplice. Pertanto vi suggeriamo :

  • sasizza chi qualuzzi;
  • la salsiccia asciutta (come antipasto);
  •  attupateddi cu maccu;
  • tagliatelle di casa ca frittedda;
  • nirvia ‘ncasciata;
  • – favi chi salichi;
  • insalata di arance di Sicilia, cipollette, sale, olio d’oliva, zucchero ed aringhe

Tra i dolci tipici:

– dolcini di Natale
– Pane da cena (esclusivo di Caccamo)
– taralli di carnevale

Se infine avete accettato l’invito a partecipare all’escursione più gettonata del terzo millennio nel borgo medievale di Caccamo tra le 10 diverse possibilità proposte da “SICILIA E DINTORNI” e volete portare via un caro ricordo culturale e fotografico di questo suggestivo angolo di Sicilia, Vi consigliamo di acquistare il libro

CACCAMO E’ TUTTA UN CASTELLO

Nei suoi diversi capitoli il libro tratta delle origini, della storia, dell’economia, delle visite al Castello ed a quasi tutti i monumenti, ma anche dei dettagli, delle curiosità, dei misteri nonchè della manifestazione della Castellana e delle buone, sane, semplici e genuine ricette dagli antichi sapori attinti alla tradizione contadina caccamese.
Questa guida, in 130 pagine interamente a colori arricchite da numerose foto, nel proporVi l’entusiasmante scoperta dell’affascinante borgo in provincia di Palermo, con testi in inglese, francese, tedesco, spagnolo ed arabo, Vi suggerisce anche un viaggio tra la Sicilia dei Castelli.

A tutti i visitatori che ne faranno richiesta, SICILIA E DINTORNI omaggerà una copia del fascicolo: “I Castelli più belli di Sicilia“.

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